100 ANNI FA NELLA CHIMICA ITALIANA (1919)

A 100 anni dalla loro scomparsa ricordiamo queste figure della chimica italiana

Emilio LEPETIT

Emilio LEPETIT nacque a Milano il 29 ottobre 1869. Il padre Roberto, chimico distinto, che insieme a Girard e de Laire scoprì nel laboratorio di Pelouze a Parigi il bleu di trifenilrosanilina, fondò nello stesso anno a Milano un ufficio per il commercio di prodotti chimici e colori in società col cognato Alberto Dollfus di Mulhouse, con la ragione sociale «Lepetit & Dollfus».

Ottenuta la licenza tecnica a Susa nel 1882 proseguì gli studi all’Istituto Tecnico Carlo Cattaneo di Milano dapprima nella sezione fisico matematica, poi di ragioneria conseguendovi il suo diploma nel 1886. Per completare la sua cultura generale s’iscrisse nello stesso anno alla Scuola Superiore di Scienze Sociali di Firenze. Ottenne la laurea nel 1891 con una tesi «Del Socialismo» elaborata in seguito a vari soggiorni e studi nelle vacanze estive in Germania, tesi che richiamò a quell’epoca l’attenzione di vari scrittori di sociologia.

Dopo l’anno di volontariato in artiglieria a Roma fece pratica commerciale ad Amburgo, a Liverpool, a Genova ed a Napoli, acquisendo conoscenza del tedesco e dell’inglese oltre ad una buona pratica commerciale; tornato a Milano nel 1895, entrò nell’azienda paterna, nella quale il fratello maggiore Roberto già da qualche anno si dedicava alla parte tecnica.

Nel 1896 intraprese un viaggio negli Stati Uniti riuscendo ad avviare una discreta importazione di prodotti per tintura e concia; nel 1907 e nel 1914 visitò l’Argentina dove diede vita ad una società d’affari d’import-export dei prodotti della sua ditta. Successivamente allargò il campo di azione della sua ditta, con il supporto dei soci Dollfus e Gansser, in Europa, Asia Minore ed Austria.

Grazie all’impegno profuso nel lavoro da parte dei fratelli Lepetit, la ditta conobbe grande prosperità; nel 1893 Lepetit pubblicò a Genova uno studio sulla Compagnia dei Caravana e con le sue conferenze nel 1907 e 1908 contribuì alla fondazione del Partito economico nel quale non volle però mai assumere un atteggiamento militante, per la sua innata riluttanza a mettersi in vista in qualsiasi modo.

Nel 1908 venne eletto membro della Camera di Commercio di Milano. Sin dal 1915, dal principio della istituzione di essa, venne chiamato a far parte della Commissione di Mobilitazione. Venne eletto membro della Commissione Reale per le Tariffe Doganali e, successivamente presidente di gruppo. Era inoltre membro della Commissione per la Riforma dell’Insegnamento Industriale, della Commissione Interministeriale per gli Approvvigionamenti, presidente di sezione della Commissione del dopo guerra ed attivo presidente dell’Associazione Nazionale dei fabbricanti di prodotti Chimici e farmaceutici.

Vittorio PONZANI

Soblero e per la realizzazione dell’Istituto Sperimentale per le Industrie Chimiche. Diresse per quattro anni l’Industria Chimica, Rivista della Associazione torinese, e ne favorì la diffusione, sempre sorretto da quei criteri tecnico-scientifici che erano una dimostrazione della Sua grande coltura e del Suo buon senso pratico.

Nato nel 1868 a Novara da nobile famiglia; stabilitosi a Torino si laureò in Chimica e dopo aver trascorso qualche anno in una grande fabbrica di prodotti chimici di Milano, fu successivamente assistente alla Cattedra di Chimica Generale dell’Università ed alla Cattedra di Chimica Docimastica al Politecnico. Membro dell’ Associazione Chimica Industriale di Torino, della quale sin dalla fondazione, fu uno dei suoi più fattivi e più benemeriti: membro di tale associazione senza interruzione, fra i componenti del Consiglio Direttivo. Si deve a Lui del successo che ebbero i due Congressi nazionali di Chimica Applicata (1901 e 1911). Prezioso fu pure il suo contributo per le onoranze ad Amedeo Avogadro e ad Ascanio.

Celso ULPIANI

Dapprima laureato in medicina poi laureato in chimica, cominciò a farsi conoscere nel campo della chimica applicata alla agricoltura, coi lavori compiuti in comune col prof. Ampola sulla. « denitrificazione » o riduzione dei nitrati; un processo che si compie nelle masse di letame e nel terreno. Quei lavori portarono un contributo veramente notevole alla conoscenza di detto processo: la parte chimica e biologica vennero messe in chiara luce.

Poi seguirono lavori molto interessanti nel campo della chimica e della batteriologia agraria, come quelli che riguardano le trasformazioni chimiche dell’acido urico per opera di microrganismi, ed altri vari.

Più recenti sono gli studi sulla formazione dei terreni e sulle proprietà fisiche delle terre: la chimica fisica e l’agricoltura; sulla laterizzazione dei terreni a clima arido, ecc.

Divenne noto presso il grande mondo agrario, non solo, ma presso tutti coloro che si occupano di economia pubblica, in seguito ai suoi lavori di letteratura agraria: in seguito alla pubblicazione delle Georgiche; agli studi sul Problema Agrario Meridionale; e quelli sulla Lotta contro il deserto, ecc., ecc.